• Giovanni GIUCA

    Giovanni Giuca Rosolini
    Nato a Rosolini il 15 marzo 1958, laureato in giurisprudenza nel 1983, avvocato penalista dal 1984. Sposato dal 28 luglio 1987 con la professoressa Giusy Fioretti e padre di 3 figlie: Giulia, Marta e Sofia. continua...
  • Città di ROSOLINI

    Giovanni Giuca Rosolini
    Rosolini dista 49 chilometri da Siracusa, ed è situata nella parte sud-occidentale della provincia. Sorge ai piedi dei monti Iblei e si trova a cavallo tra le province di Siracusa e Ragusa. continua...
  • Programma Elettorale

    L’azione amministrativa sarà sempre improntata ai valori irrinunciabili della legalità e della trasparenza, promuovendo la partecipazione dei cittadini nella sua programmazione e pianificazione. Le proposte contenute nel programma amministrativo, mirano a rispondere alle esigenze dell’eco... continua...
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Evoluzione, non rivoluzione!

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Una volta il voto era espressione di una scelta convinta, frutto di ideali, o di un’opinione ben radicata. Oggi il voto è convenienza o una manifestazione di dissenso verso movimenti, leghe e quel che resta dei partiti politici. Il posto dei partiti è stato arbitrariamente occupato dai loro leader che ostentano il potere facendone un uso privatistico. È ora di cambiare, è arrivato il momento di tornare al passato quando i partiti con i loro ideali riuscivano a riempire le piazze e a muovere le masse. Le piazze di tutto il mondo, da sempre, hanno ospitato e ospitano tipologie diverse di uomini: Cittadini, Compagni, Camerati. Il tempo seleziona uomini ed eventi che la storia poi porta sugli altari o infanga inesorabilmente.

Con la Rivoluzione Francese l’uomo è diventato “Cittadino”, termine bellissimo, inteso come il vivere intensamente e partecipare pienamente le realtà sociali. Con l’avvento del fascismo il cittadino si trasformò in “Camerata”, per indicare un legame intenso fra gli uomini che andava al di là della semplice conoscenza, ma non fu più un cittadino. Nello stesso tempo dall’ideologia Marxista nasceva il “Compagno”, anche questo bel termine voleva indicare un amico con cui condividere degli ideali, un compagno di viaggio a cui affidarsi nei momenti difficili. Ma, i buoni propositi non hanno vita lunga e l’ambizione degli uomini uccide le buone intenzioni e fa precipitare l’umanità nella barbarie da cui poi è difficile uscire. Così, quando la Rivoluzione Francese sfociò nel “Terrore”, il ”Cittadino” si trasformò in un rigido giudice al soldo di chi aveva preso dispoticamente il potere. E che dire dei “Compagni” comunisti che durante il Leninismo e lo Stalinismo divennero nemici del popolo, perseguitando gli stessi compagni di viaggio che dovevano amorevolmente accudire?
Non meno fortuna ebbero i “Camerati” fascisti che pensavano di risolvere i problemi sociali e politici con la demagogia, la forza e le purghe. Così, quando oggi si sente qualcuno tirare in ballo il termine “Cittadino”, il pensiero va indietro nel tempo, a quando gli uomini da timidi agnelli si trasformarono in lupi selvaggi, e istintivamente si deve diffidare di chi ne fa un utilizzo diverso dall’usuale.
Cosa c’è di più onorevole che appellarsi “Cittadino”, lavorare per il bene comune, lottare contro il degrado per rendere la vita delle nostre città, grandi e piccole che siano, più vivibili e a misura d’uomo?
Cittadini, camerati, compagni, non è l’analogia del significato di questi termini che preoccupa, ma è la similitudine del significante che, nel tempo, questi termini hanno assunto a lasciare perplessi. Nel passato è stato l’integralismo che ha caratterizzato quei Cittadini, quei Camerati, quei Compagni a terrorizzarci.

Impariamo ad essere Cittadini maturi e responsabili determinando noi la fine non violenta di questo regime politico, di questa seconda repubblica, con le armi che la democrazia ci mette a disposizione: il nostro voto.
Ma, attenzione! Non sciupiamo questa opportunità. Esprimiamo un voto che sia frutto dei nostri convincimenti, dettati dagli ideali cristiani ed umanitari e sostenuti dal merito, cioè da tutte quelle virtù che caratterizzano il Cives, cioè il Cittadino esemplare così come gli antichi Romani lo concepivano, e cioè l’attaccamento alla famiglia e alla patria, il rispetto delle leggi religiose e dello Stato, alla partecipazione civile.

Tutto ciò da il grado di Umanità di una persona.
Con la recondita speranza che si faccia a gara per essere tutti Cives esemplari, Cittadini eccellenti pieni di quelle virtù che rendono gli uomini migliori. L’insieme di queste virtù dovrebbe rappresentare l’indicatore sociale per guidarci nella difficile scelta di chi eleggere a cariche politiche e sociali di rilievo. Se la scelta del vostro eletto cade su una persona che ha queste caratteristiche, questi requisiti, votatelo, coscientemente, ad occhi chiusi.
È ora di prendere coscienza, è ora di ascoltare quella flebile voce che ci cova dentro e che si ribella alle ingiustizie e alle prevaricazioni. Facciamo in modo che quella vocina diventi un urlo liberatorio operando una vera rivoluzione nelle nostre coscienze. La vera rivoluzione è quella che operiamo dentro di noi con la presa della coscienza, che come la presa della Bastiglia deve segnare il momento in cui ci liberiamo da tutti quei condizionamenti che ci rendono facili ed appetibili prede. E come sosteneva Filippo Turati, fondatore nel 1892 del Partito dei Lavoratori Italiani e padre del Socialismo Italiano:
"Evoluzione, non rivoluzione!".

di Pietro Avveduto

Come si VOTA?
Sbarrando il nome "Giovanni GIUCA" nella Scheda Elettorale

Quando si VOTA?
Domenica 15 Marzo dalle 8 alle 22 e Lunedì 16 Marzo dalle 7 alle 15